Nuova Tesla Roadster: stavolta ci siamo? Anticipazioni e qualche dettaglio curioso
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Della nuova Tesla Roadster si parla dal 2017. Siamo nel 2026 e ancora aspettiamo di vedere come sarà davvero quella definitiva. Quasi nove anni.. abbastanza per far passare l’entusiasmo, almeno sulla carta. E invece ogni volta che salta fuori qualcosa riesce ancora a incuriosire. (roadandtrack.com)
Perché qui non si parla semplicemente di un’altra elettrica molto veloce. Tra prestazioni annunciate, un possibile pacchetto SpaceX e immagini che sembrano fatte apposta per non farci capire nulla, le cose da raccontare non mancano.
Prima cosa: quando la vedremo?
La presentazione prevista per il 1° ottobre è stata spostata al 15 ottobre 2026, per il maltempo previsto in Texas. Tesla ha spiegato che l’evento deve svolgersi all’aperto. (investopedia.com)
E questo dettaglio, ovviamente, ha alimentato altre ipotesi su quello che potrebbero mostrare.
Ma intanto teniamo separate due cose: presentare la macchina e iniziare a consegnarla. Vedere finalmente la nuova Roadster non significa averla in concessionaria il mese dopo. Sulle tempistiche per vederla su strada resta ancora da capire parecchio. (roadandtrack.com)
I numeri sono ancora quelli da far girare la testa
Sul sito italiano Tesla troviamo 0–100 km/h in 2,1 secondi, oltre 400 km/h di velocità massima e 1.000 km di autonomia dichiarata. (tesla.com)
Già letti così fanno un certo effetto. Soprattutto l’autonomia, considerando il tipo di macchina.
Ovviamente sono dati annunciati dal costruttore: bisognerà vedere quanto verrà confermato sulla versione definitiva e in quali condizioni. I mille chilometri, per esempio, non vanno letti come la distanza che potremo percorrere sfruttando continuamente tutte le prestazioni.
C’è anche un piccolo dettaglio da chiarire, perché online si legge spesso “1,9 secondi”: quel numero si riferisce allo 0–60 miglia orarie, circa 96,6 km/h. Sul sito italiano lo 0–100 è indicato in 2,1 secondi. Cambia poco nella sostanza, ma se riportiamo un dato tanto vale riportarlo bene. (tesla.com, tesla.com)
SpaceX: la parte più strana e più interessante
Il discorso dei propulsori non è nato ieri. Già nel 2018 Musk descriveva un sistema che avrebbe utilizzato aria ad altissima pressione, contenuta in un serbatoio e rilasciata attraverso appositi ugelli. Quindi, nella descrizione fatta allora, niente fiamme da razzo dietro il paraurti. (electrek.co)
L’idea su una macchina del genere è abbastanza assurda da volerla vedere funzionare.
Però tra parlarne e consegnare ai clienti un’auto con quel sistema c’è una bella differenza. E finché non vedremo cosa viene mostrato, eviterei di dare per certa la storia della “Tesla che vola”.
Una curiosità meno raccontata riguarda proprio il serbatoio: Musk aveva spiegato che avrebbe occupato lo spazio dei sedili posteriori, trasformando quella configurazione da una 2+2 a una due posti. Era il progetto descritto nel 2018, quindi resta da vedere cosa sarà rimasto nella versione attuale. (electrek.co)
Insomma, dietro o ci metti qualcuno oppure ci metti l’aria compressa. La seconda opzione sarebbe sicuramente meno convenzionale.
Il teaser da guardare al contrario
Tra i dettagli più curiosi c’è l’immagine usata per anticipare la presentazione.
Road & Track ha ipotizzato che fosse pubblicata capovolta: ruotandola, si intravedrebbero una fascia luminosa rossa e quattro getti nella zona posteriore. La loro interpretazione è che possano essere collegati ai propulsori di cui si parla da anni. (roadandtrack.com)
È un’ipotesi, ma il risultato Tesla lo ha ottenuto: siamo ancora qui a ingrandire una foto per capire dove sia il sopra e dove sia il sotto.
E poi ci sono i dettagli più normali
Sul sito ufficiale la Roadster viene ancora descritta con quattro posti e un tetto in vetro rimovibile, da riporre nel bagagliaio. (tesla.com)
Sono particolari che finiscono un po’ in secondo piano quando si parla di propulsori e accelerazioni estreme. Eppure, per me, è interessante anche capire quanto sarà utilizzabile: spazio, finiture, posizione di guida, praticità del tetto.
Perché va bene il numero impressionante sullo 0–100, ma una macchina vorrei anche guardarla da vicino e capire com’è fatta.
La curiosità c’è. Dopo un’attesa del genere, però, mi aspetto qualcosa di concreto: vedere la nuova Roadster muoversi, capire quali promesse sono diventate realtà e soprattutto sapere quando arriverà a chi la sta aspettando.
Se poi durante la presentazione dovesse davvero sollevarsi da terra.. va bene, per qualche minuto possiamo anche dimenticarci dei ritardi.